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Qui tutto sembra obbedire al pollice verso dell’ Imperator, che con quel gesto decreta la fine del vinto, così come riempie la pipa o come si pianta un seme.

Città cieca, sorda e muta

Roma di notte. Città morta. Città muta. Città nella quale il solo grido che ci permettono le facciate e le mura, sempre lo stesso con piccole variazioni, è Duce: il volto, di fronte e di profilo, berretto con aigrette o elmetto, amabile o terribile. La città cieca, sorda, con la lingua tagliata, si esprime soltanto attraverso le smorfie liriche di Mussolini.