Portami con te

Ettore e Andromaca

Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l’occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l’amore,

sono gli ultimi giorni dell’inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,

ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione

se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,

sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.

di Attilio Bertolucci

Unicità

In fondo è questo, lasciare scappare ciò che nutre
il sangue, poterne fare a meno. Abituarsi al secco
cuore. Dal mattino una distrazione il resto:
andare, venire, umiliare le braccia e la sobrietà.
Ogni tanto un passaggio, una stretta affondata
che ha ragione nel fumo della sigaretta.
Ecco il marchio. Ciò che siamo è invulnerabile.

Han sradicato un albero

Luna a Magome

Han sradicato un albero.
Ancora stamani il vento, il sole, gli uccelli
l’accarezzavano benignamente.
Era felice e giovane, candido e eretto
con una chiara vocazione di cielo
e un alto futuro di stelle.
Stasera giace come un bimbo
esiliato dalla sua culla, spezzate
le tenere gambe, affondato
il capo, sparso per terra e triste,
disfatto in foglie
e in pianto ancora verde, in pianto.
Questa notte uscirò –quando nessuno
potrà vedere, quando sarò solo-
a chiudergli gli occhi e a cantargli
quella canzone che stamani il vento
passando sussurrava.

di Rafael Alberti

Ci salveremo o andremo in rovina insieme

Abbiamo i mezzi per fare della vita un paradiso;
e invece stamo facendone un inferno o un purgatorio,
una valle di lacrime o un immondezzaio.
Sprechiamo come pazzi in armi, lusso e vizi
quello che sarebbe sufficiente
per vincere definitivamente tutte le miserie,
le malattie e ogni forma di ignoranza.
Nessuno può disinteressarsi della sorte dell’umanità;
nessuno può dire: “io non c’entro”,
percorriamo la stessa strada,
siamo nella stessa barca,
viviamo la stessa storia.
Non c’è dubbio: ci salveremo o andremo alla rovina assieme

Notturno nuziale

Quando tu venisti, una notte, verso il suo letto, al buio,
e le dicesti, piano, già sopra di lei: Non ti vedo, non ti sento.
E la ghermisti con artiglio d’aquila, e tutta la costringesti nella tua forza
riplasmandola in te con tal furore ch’ella perdette il senso d’esistere.
E uno solo in due bocche fu il rantolo e misto fu il sangue e fu il ritmo perfetto,
e dal balcone aperto la notte guardava con l’occhio d’una sola stella
rossastra,
e il sonno che seguì parve la morte, e immoti come cadaveri
la tristezza dell’ombra vi vegliò sino all’alba.

Scrivere un curriculum

Che cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
e’ bene che il curriculum sia breve.

E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perchè.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Era lei, la neve

E un mattino
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d’improvviso aperta la porta,
meravigliati la calpestammo:
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
timidamente festosa
era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.